Che cos'è il tartufo
Il tartufo è un fungo ipogeo, cioè che si sviluppa sotto terra, un ascomicete della famiglia delle Tuberacee. È un fungo simbionte: vive in un rapporto di reciproco vantaggio con le piante superiori. Il carpoforo si sviluppa dal livello del terreno fino a 80 centimetri di profondità.
La simbiosi
Il tartufo ha bisogno della pianta perché è un organismo eterotrofo, privo di clorofilla. Lo scambio funziona così:
- la pianta, con la fotosintesi clorofilliana, cede al tartufo gli zuccheri elaborati;
- il tartufo, con le ife, migliora a livello delle radici l'assorbimento di acqua e sali minerali.
Il punto di incontro è la micorriza: l'associazione, o intreccio, tra gli apici radicali della pianta e le ife fungine del tartufo. Il micelio vive unendosi in simbiosi con le radici, e il tartufo non può riprodursi senza simbiosi micorrizica.
Sull'autonomia il quiz ha più formulazioni, tutte da conoscere: il ciclo ha una fase simbiotica e una saprofitica in cui il tartufo vive autonomamente; acquisisce autonomia durante la maturazione del carpoforo; vive autonomo anche prima della micorrizazione. In sintesi: il carpoforo maturo vive autonomamente, il micelio vive in simbiosi.
Com'è fatto
Il tartufo è un corpo fruttifero globoso con due parti:
- Peridio: la scorza, lo strato più esterno che riveste il carpoforo e racchiude la gleba. Può essere chiaro o scuro, liscio o verrucoso a seconda della specie.
- Gleba: la polpa interna, sotto il peridio, dove sono contenute le spore. È chiara o scura e di solito marezzata.
La gleba è percorsa da venature:
- vene fertili: scure, formate da micelio fertile, contengono gli aschi dove nascono le spore;